1732

La notificazione della quindicesima edizione del “Concorso delle Belle Arti”, con i temi selezionati per le prove, venne resa definitivamente pubblica dopo la congregazione del 5 agosto 1731; la consegna degli elaborati avvenne il 6 maggio 1732, giorno in cui si svolsero anche le prove estemporanee: “Terminate, e consegnate da' Giovani concorrenti le sopraddette prove, furono considerate, e confrontate co i primi disegni, e modelli già portati, da tutto il corpo degli Accademici, cioè da ognuno di essi per quella parte, che apparteneva alla sua special professione, ed in appresso fu pubblicato il giudizio” (B). continua a leggere

I classe

Si delinerà la topografia d’una città in mezzo al mare di figura ad arbitrio, fortificata nel suo circuito alla moderna, secondo le regole insegnate da più anni nella nostra Accademia di San Luca in Roma. L’ingresso del porto dovrà esser guardato da due cittadelle con falsa braga circondante tutta detta città, le quali cittadelle dovranno servire ancora per contenere un numero di truppe sufficienti per tenere a freno gli abi­tatori. Il porto sarà coperto da un molo parimente fortificato, e in uno, o due dei di lui bastioni, i più avanzati nel mare, si alzeranno torri capaci di aver nella cima una gran lanterna con più lampade in circolo. Nel detto porto da una parte si porrà la darsena per le navi del principe e dall’altra per le galere con sufficienti canali per la fabbrica di detti bastimenti, che si introdurranno in mare per mezzo delle cateratte; vi si indiche­ranno ancora arsenali con più magazzini per ferramenti, legnami, funi, viveri , ecc., sale d’armi, fonderie, botteghe per intagliatori in legno, falegnami, tornitori, facocchi, ferrari, tessitori di vele, ed altre necessarie, con i corridori per il lavorio delle funi. La città sarà divisa diametralmente dà un’ampia strada, che giungerà fino alla piana del mare, e nel di lei mezzo una maestosa piazza ornata di otto edifizi simili nell’esteriore: il primo di essi avrà la cattedrale intitolata col nome del santo protettore della città, palazzo vescovile, ed abitazione per li canonici, ed altri ecclesiastici destinati in servizio della chiesa. Il secondo sarà un palazzo reggio con tutti i comodi, che si ri­cercano ad una perfetta abitazione reale. Il terzo dovrà servire per la curia con tutti i luoghi separati, e ben disposti per l’am­ministrazione della giustizia. Il quarto sarà destinato per l’ac­cademia di tutte le scienze e belle arti da insegnarsi pubblica­mente. Il quinto conterrà un collegio, o seminario di più nazioni.
Nel resto si disporranno i comodi per l’erario pubblico, e per la custodia del tesoro della città. Gli altri due edifizi serviranno ad uso d’archivi, e di altre cose necessarie in una città grande, e ben regolata. La piazza suddetta avrà nel mezzo per comodo, e per ornato, una magnifica fontana traforata a fine che non impedisca la veduta del mare al rimanente della gran strada, che conduce alla campagna. Gli altri edifizi necessari nella suddetta città, come chiese, monasteri, teatro pubblico, granari, prigioni, ecc. si avverta che siano distribuiti, siccome ancora le piazze per i mercati con proprietà, e convenienza; secondo l’uso, a cui doveranno servire. Dall’altra parte poi della città opposta al porto, per il mezzo d’un ponte di pietra levatore nel suo prin­cipio, si passerà ad un’isoletta nella quale, terminato il ponte si trovi un comodo borgo, ed in fine di questo una magnifica villa, parte della quale sia ornata ad uso di delizia, e parte rimanga per la coltura de’ semplici, con un decoroso palazzo, che, oltre una conveniente abitazione, contenga ancora un osservatorio per le cose astronomiche. Da un lato della sopradetta isola, che farà stimato il più proprio, si ponga il lazzaretto con suo porto ben difeso per comodo dei bastimenti forestieri, che prima di entrare nella città dovranno far lo spurgo, e la quarantena. In tutto il rimanente poi della compagna di detta isola, oltre altri casini, e ville, saranno sparsi molini a vento per comodo della città ne’ luoghi più eminenti. Le difese, e fortificazioni, che sarà necessario di fare tanto nel porto del Lazzaretto, quanto in altre parti dell’isoletta saranno manierate all’antica, a solo oggetto di far vedere quanto progresso abbia fatto la moderna fortificazione. S’avverte, che oltre i disegni delle sopraddette cose si dovrà fare un indice esatto con richiamo di lettere, o numeri nella pianta generale di tutta l’opera, e ne’ disegni particolare delle parti in grande, ed anche una descrizione dei venti espressa prima in pianta con la bussola, secondo la quale saranno stati situati al porto, e la città, e del modo di costruire la detta città, e di condurvi l’acqua dolce, alle quali cose s’avrà molta riflessione nel giudicare

II classe

Si rapporterà in disegno la pianta, il prospetto, e la sezione di un teatro lapideo, con tutte le parti necessarie per rappresentarvi i giuochi scenici, secondo l’uso degli antichi romani, la norma del quale potrà apprendersi da Vitruvio, che ne dà i precetti nel lib. 5 della sua Architettura, cap. 3 e seguenti, da Serlio, che nel 3. libro delle sue antichità ne parla con l’autorità di Baldassar Peruzzi da Siena, e dagli avanzi degli an­tichi teatri di Pompeo, e di Marcello. Si disporrà in esso, oltre tutto ciò, che appartiene alla scena in riguardo agli attori, ai gradi divisi in precinzioni, e cunei da assegnarsi al popolo spet­tatore secondo gli ordini della nobiltà, equestre, e plebea, ed alle ambulazioni, anche la situazione delle celle per li vasi armo­nici di bronzo, che dovevano servire per l’accrescimento della voce, facendosi in ultimo un discorso intorno alla proporzione, forma, e posizione dentro le celle, dei medesimi vasi, siccome del tempo, e del luogo in cui sono stati adoperati sì da’ Greci, che dai Latini al qual discorso si farà giudicando molta osservazione

III classe

Copieranno in disegno la Cappella Strozzi di Michel Angelo Buonarroti nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, cioè ichnografia, e scenografia della medesima collo studio della modanatura in grande