“Le gravi passate turbolenze” (B) a cui fa riferimento il segretario accademico Giuseppe Ghezzi nella sua Relazione, ovvero le violente opposizioni degli artisti scatenatesi dopo l’approvazione del nuovo statuto del 1715, nonché la morte del principe a vita Carlo Maratti (15 dicembre 1713) e di Carlo Fontana (16 febbraio 1714), avevano impedito di mantenere costante la cadenza dei concorsi; tuttavia, si legge nel verbale della congregazione del 19 aprile 1716, “Clemente XI, haveva comandato e comandava che si dovesse continuare la concorrenza de premij, ed à tale effetto voleva che entro il mese di maggio futuro ne fosse effettuato tal’ordine e che perciò si affiggesero li pubblici necessarij editti” (A).
continua a leggere
Nella riunione del 17 maggio seguente gli accademici stabilivano che i concorrenti dovessero consegnare gli elaborati “giovedì e venerdì 21 e 22 maggio corrente. Il sabbato poi susseguente la mattina, si dovranno fare le solite prove, ed il doppo pranzo il Giudizio” (A). I soggetti dovevano essere “aderenti al tema dell’orazione” (C) affidata all’abate Vincenzo Lucchesini.
La solenne premiazione si svolse martedì 2 giugno 1716.
La delegazione accademica era composta dal principe, il pittore francese Charles-François Poerson, dal primo consigliere, l’architetto Giovanni Battista Contini, dal secondo consigliere, il pittore Luigi Ganzi, dal primo rettore, il pittore Giovanni Maria Morandi, ovvero gli stessi accademici deputati alla selezione dei temi.
Il progetto di allestimento del salone era stato affidato a Contini e Alessandro Specchi che organizzarono la disposizione dei palchi “non più al capo di quella gran Sala, ma in mezzo di essa, incontro la magnifica Porta dell’ingresso: quivi dunque fu eretto l’aspetto teatrale, rilevato dal pavimento all’altezza di cinque scalini, sopra de’ quali ergevasi in nobile ripiano la Cattedra per l’Oratore, e da fianchi di questa con duplicato giro per i sedili per i Signori Poeti e per i nostri Accademici. Di sopra la Cattedra per un lungo tratto riccamente ornato stendevasi il luogo destinato per la Musica, ben fornito di vaghissimi luminari […]. Di rimpetto a si nobile apparecchio, a’ lati dell’apertura della gran Porta dell’ingresso erano situati i grandi ornatissimi Palchi per gli Eccellentissimi Signori Ambasciatori delle Corone e Altri Principi. In faccia al Teatro era riservata una spaziosa circolar Platea per gli Eminentissimi Signori Cardinali, ed altra Nobiltà solita a concorrere in simile funzione”. Gli elaborati dei concorrenti erano esposti in sale attigue a questa. La cerimonia di premiazione era ancora una volta accompagnata da esecuzioni musicali che precedevano l’esposizione dell’orazione; a questa faceva seguito la lettura dei sonetti, quindi la premiazione dei vincitori del concorso e, in conclusione, “un armonico concerto con la cantata: Roma e la Fede” (E).
[Laura Bertolaccini]
Fonti
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Verbali delle Congregazioni, vol. 46A (A).
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Giustificazioni dei concorsi, a. 1716 (B).
Le tre belle Arti, pittura, scultura, e architettura in lega coll'armi per la difesa della Religione, mostrate nel Campidoglio dall’Accademia del Disegno, reggendo il principato della medesima il cavalier Carlo Francesco Person. Relazione di Giuseppe Ghezzi, pittore e segretario accademico […], Roma 1716 (C).
Memorie per servire alla storia della Romana Accademia di S. Luca fino alla morta di Antonio Canova, Roma 1823 (D).
Sessantacinque anni delle scuole di belle arti della insigne e Pontificia Accademia Romana denominata di S. Luca. Memorie di un cattedratico decano e primo consigliere della classe architettonica nel terzo centenario della fondazione accademica, Roma 1895 (E).