1725

Il 7 gennaio 1725, anno giubilare, in ragione del breve con cui Benedetto XIII consentiva all’Accademia una dilazione dei suoi debiti (7 dicembre 1724), si decise di bandire “il solito Concorso de’ Gioveni Studenti delle belle Arti” dedicato alla memoria di Clemente XI, che del concorso era stato il promotore, e alla magnanimità di Benedetto XIII, che aveva permesso la sua prosecuzione dopo la morte di papa Albani avvenuta nel 1721. continua a leggere

I classe

Dovendosi con onorevole sepolcro in luogo sacro conservare il corpo d’un principe di prima dignità ecclesiastica, le di cui gesta sono universalmente giudicate degne di memoria immortale; perciò procureranno gli studiosi giovani con quella magnificenza, che secondo Erodoto solevano gli Egizi con fabbriche illustrare la memoria de’ loro re, stabilire un onorifico sepolcro in mezzo d’un tempio d’ordine corinzio, di figura ad arbitrio, e comoda, perché possano ivi sacerdoti religiosi amministrare secondo il rito cattolico li quotidiani suffragi, e le straor­dinarie esequie, con tutti que’ siti, che al detto tempio esser devono necessari, formandolo al di fuori di aspetto di semplici, o doppi colonnati detti da Vitruvio ‘περιπτερος’ peripteros ‘διπτερος’ dipteros sotto i portici de’ quali si distribuiscano diversi luoghi da rappresentarvisi, o in pittura, o scolpiti gli eroici fatti del detto principe, con nicchie da porvi statue, ed altre decorazioni. Il detto tempio sarà isolato in mezzo di un magnifico atrio circoscritto da nobil fabbrica per ornamento del medesimo, e per comodo di abitazione per religiosi destinati a’ sagri uffizi, ed alla custodia, con ingressi da una, o più parti secondo la capric­ciosa idea dell’ingegnoso architetto, al quale anche si lascia in arbitrio l’amplificare detta fabbrica, sì nella struttura, come nell’ornato fino al termine fabbricabile

II classe

Fra le molte fabbriche erette, e rinnovate dalla gloriosa santa memoria di Clemente XI si dà per soggetto a’ giovani studenti d’architettura della seconda classe il Pantheon chiamato volgarmente la Rotonda, nel quale il detto Sommo Pontefice ha reso immortale il suo nome col ridurlo dall’antico squal­lore alla sua primiera bellezza. Dovranno dunque riportarlo in disegno misurato esattamente col palmo romano facendone la sua pianta, prospetto, e gli spaccati, sì del tempio, come del Portico, che saranno necessari per mostrare tutte le sue parti interne di detto tempio co’ profili in grande di tutte le cornici e i capitelli diversi di esso col porre le misure a tutto. Potranno per maggior loro gloria, ed applauso mostrare in disegno le in­tere proporzioni del tutto colle parti, e delle parti col tutto, e fare un indice di tutto contrassegnato co’ suoi caratteri, che corrispondano alle figure; facendo pure una breve e succinta narrativa della più accertata origine del medesimo tempio, con descrivere a tenore del sistema di Vitruvio de’ compartimenti de’ tempi, di che aspetto, di che maniera, e spezie sia

nessun premiato

III classe

Riportare in disegno esattamente misurata col palmo romano, e con tutto l’ordine accennato a i concorrenti della seconda classe la facciata di San Luca sopra Martina, opera di Pietro Berettini da Cortona celebre professore di pit­tura ed architettura, e nostro parzialissimo benefattore