L’iter concorsuale e la festa di premiazione di questa edizione del “Concorso de’ Premij” non furono diversi dai precedenti: è lo stesso Giuseppe Ghezzi, segretario dell’Accademia, ad affermarlo nella sua relazione: “La cospicua struttura del magnifico Teatro (opera dei già detti Signori Cavalieri Fontana) gl’ornati, ed i ricchi sontuosi adobbi: I Luminarj, e le varie Iscrittioni, & ogn’altra cosa per la rarità ammirabile, non essendo state dissimili da quelle dell’Anno trascorso, possono al tutto bastantemente supplire le precedenti diffuse Relazioni” (C).
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Gli elaborati furono consegnati dai concorrenti il 30 aprile 1705; il 2 maggio seguente si svolsero in due ore le prove estemporanee; la commissione per l’architettura, formata ancora una volta dagli accademici architetti Francesco Fontana, Giovanni Battista Contini e Carlo Buratti, con il principe Carlo Maratti e il segretario Giuseppe Ghezzi (presenti anche nelle commissioni di pittura e scultura), si riunì il 3 maggio 1705 per stabilire i premi da assegnare ai vincitori.
Il 7 maggio 1705, preceduta dalle note dei componimenti musicali di Arcangelo Corelli, alla presenza di dodici cardinali, tra cui Pietro Ottoboni e Francesco Barberini, fra schiere di prelati, aristocratici e nobili non soltanto romani, si tenne l’orazione di monsignor Ulisse Giuseppe Gozzadini, arcivescovo titolare di Teodosia, segretario dei Brevi ai Principi nonché accademico d’onore, a cui fece seguito la lettura dei sonetti e, infine, l’assegnazione delle medaglie ai vincitori.
Gli elaborati dei premiati erano esposti in sale attigue al salone delle cerimonie.
Come era avvenuto l’anno precedente, l’impresa accademica – un triangolo equilatero formato da pennello, stecca e compasso a raffigurare le tre arti, pittura, scultura, architettura, accompagnato dal motto Aequa Potestas – era stata affissa sul fronte del Palazzo Senatorio: tuttavia, nell’anno trascorso aspre erano state le polemiche da parte di chi avversava la nuova rappresentazione simbolica dell’Accademia di San Luca, al punto tale che nel volumetto della premiazione del 1705 sarà pubblicato il parere di Bartolomeo Nappini, poeta e già membro dell’avvocatura presso la Camera apostolica, in merito alla congruità e correttezza della scelta effettuata.
E un’eco di tale scelta si può leggere anche nel tema di I classe di architettura, dove ricorre il numero 3 e la figura del triangolo.
[Laura Bertolaccini]
Fonti
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Verbali delle Congregazioni, vol. 46A (A).
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Giustificazioni dei concorsi, a. 1705 (B).
Il premio tra gli applausi del Campidoglio per l'Accademia del disegno celebrata il dì€ 7 maggio 1705 presedendo il cavalier Carlo Maratti, celebre dipintore, descritto da Giuseppe Ghezzi, pittore e segretario; e dedicato dagli Accademici alla Santità di Nostro Signore Clemente XI Pont. Ott. Mass, Roma 1705 (C).
Sessantacinque anni delle scuole di belle arti della insigne e Pontificia Accademia Romana denominata di S. Luca. Memorie di un cattedratico decano e primo consigliere della classe architettonica nel terzo centenario della fondazione accademica, Roma 1895 (D).