Oltre ai vincitori, avevano partecipato alle prove di architettura anche Bartolomeo Petroni, milanese (II classe), e Lorenzo Vincenzini d’Amelia (III classe), entrambi valutati non idonei a ricevere alcun premio (B).
La cerimonia di premiazione dei vincitori si tenne il 24 aprile 1704. Ad organizzare il “Teatro” in Campidoglio furono, ancora una volta, Carlo e Francesco Fontana, quest’ultimo, come nelle due precedenti edizioni del concorso, membro anche della commissione giudicatrice dei progetti di architettura (eletta, insieme a quelle di pittura e scultura, il 30 marzo 1704), insieme agli accademici architetti Giovanni Battista Contini e Carlo Buratti, e con il principe dell’Accademia Carlo Maratti e il segretario Giuseppe Ghezzi, presenti nelle commissioni delle tre discipline. Nell’allestimento effimero della sala i Fontana “fecero con meraviglia vedere – scrive il segretario Giuseppe Ghezzi nella Relazione pubblicata nel 1704 – quanto possa l'Arte, e l'Ingegno per giungere al sommo della magnificenza” (C).
Spiccava sul fronte del Palazzo Capitolino una grande targa con la nuova impresa dell’Accademia appena approvata: un triangolo equilatero, spiega ancora Ghezzi, “corpo il più simbolico all’uguaglianza, & unità delle nostre tre belle Arti Pittura, Scultura & Architettura che giammai rinvenir si possa; onde in luogo della semplicità delle sue tre perfette linee, ho posti li strumenti delle medesime tre Professioni, cioè in vece dell'Una il Penello, in vece dell'Altra lo Scalpello, ed in vece della Terza il Compasso tutto aperto à giacere, che uniti insieme, formano un perfetto Triangolo. Richiedeva la fortunata Impresa un erudito Motto, e quello somministratomi dal gran Lirico Venusino, ve l'ho adattato, e scritto AEQUA POTESTAS” (C).
La cerimonia di premiazione si svolse seguendo il copione già sperimentato nelle precedenti edizioni: nel salone, in cui risuonavano le note delle composizioni di Arcangelo Corelli, alla presenta di diciannove cardinali, tra cui Niccolò Acciaiuoli, Pietro Ottoboni e Francesco Barberini, e di numerosi membri della aristocrazia e della nobiltà romana, l’abate Annibale Albani, nipote di Clemente XI, conoscitore delle arti e lui stesso collezionista (nonché accademico d’onore, nominato proprio alla vigilia della premiazione, il 16 marzo 1704), tenne una orazione a cui fece seguito la lettura di sonetti e quindi la premiazione dei vincitori, al termine della quale veniva eseguita la cantata finale “con voce ed arte del signor Girolamo Bigelli, diretta dal celebre signor Alessandro Scarlatti” (E). “Consistevano i Premj in altri consimili agl'Anni trascorsi decorosissimi Medaglioni à proporzione del graduato merito de' Concorrenti. Era espresso in essi da una parte la solita imagine del Nostro Protettore S. Luca, e dall'altra la riverita Effigie di Nostro Signore, dove nel Circondario leggevasi di Virgilio OMNIBUS HIC ERIT UNUS HONOS, TRES PREMIA PRIMI ACCIPIENT” (C).
Le opere dei premiati erano esposte in due sale attigue al salone dove avveniva la consegna dei premi.
Unica variazione in questa edizione rispetto al programma consueto fu la premiazione del principe Carlo Maratti, insignito dal cardinale Acciaiuoli della croce di cavaliere: Terminata l'orazione accademica ed i poetici componimenti, il signor abate Albani servito dal signor Giuseppe Maganza, guardaroba di S. Santità, che portava su nobile e dorato bacino, il Breve apostolico con l'aurea corona di cavaliere dell'abito di Gesù Cristo appeso ad una grande e ricca collana d'oro, si presentava avanti l'eminentissimo Acciajoli primo dei cardinali assistenti all'Accademia, e disse all'Eminenza Sua che Nostro Signore per manifestare la stima fatta della virtù del sig. Carlo Maratti, e per dare un nuovo pubblico testimonio della benefica protezione che tiene di detta Accademia della quale l'istesso signor Carlo degnamente porta il titolo di Principe, avea risoluto di crearlo cavaliere, e per maggiormente qualificarlo, avea determinato di fargli la grazia in quel luogo ed in quel giorno: quindi discese il signor Carlo Maratti dal suo onorifico posto e accompagnato dalli signori Carlo e Francesco Fontana, celebri architetti della nostra Accademia Consiglieri si condusse avanti il signor cardinale Acciajoli per mano del quale fu con plauso universale fregiato della nobile Collana e Croce appesagli al collo” (E).
[Laura Bertolaccini]
Fonti
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Verbali delle Congregazioni, vol. 46A (A).
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Giustificazioni dei concorsi, a. 1704 (B).
Le buone arti sempre più gloriose nel Campidoglio per la solenne Accademia del disegno nel dì 24 aprile MDCCIV, presidente il cavalier Carlo Maratti, celebre dipintore. Relazione di Giuseppe Ghezzi, pittore e segretario, dedicata dagl’Accademici alla Santità di Nostro Signore Clemente XI Pont. Ott. Mass, Roma 1704 (C).
Memorie per servire alla storia della Romana Accademia di S. Luca fino alla morta di Antonio Canova, Roma 1823 (D).
Sessantacinque anni delle scuole di belle arti della insigne e Pontificia Accademia Romana denominata di S. Luca. Memorie di un cattedratico decano e primo consigliere della classe architettonica nel terzo centenario della fondazione accademica, Roma 1895 (E).