Nella riunione del 31 dicembre 1702 gli accademici decisero che la festa in Campidoglio si sarebbe tenuta il 13 febbraio 1703 e che la consegna degli elaborati doveva avvenire il 4 febbraio, “senza speranza di proroga” (B). Tuttavia, a dispetto delle intenzioni, un rinvio ci sarebbe stato.
Per l’architettura i temi delle prove di concorso erano stati decisi da Francesco Fontana, eletto giudice con Giovanni Battista Contini e Carlo Buratti, insieme al principe dell’Accademia Carlo Maratti e al segretario Giuseppe Ghezzi (presenti anche nelle commissioni di pittura e scultura), ovvero gli stessi che componevano la commissione del concorso del 1702: la giuria era stata ufficialmente nominata nella seduta del 21 gennaio 1703 (B).
La cerimonia di premiazione della seconda edizione del “Concorso de’ Premij” si tenne in Campidoglio giovedì 19 aprile 1703.
Come nella precedente, il progetto di allestimento del “Teatro” in Campidoglio era stato affidato a Carlo e Francesco Fontana. Carlo Buratti e Benedetto Luti furono incaricati di “procurar li parati” per ornare la sala del Campidoglio (B).
Dal libretto della premiazione è possibile comprendere come fosse organizzata la cerimonia, dedicata al pontefice Clemente XI Albani che come l’anno precedente, scrive Ghezzi, aveva destinato “le inutili spese de’ Baccanali, convertendoli in tanti Premj della studiosa Gioventù, anzi in tante immortali Corone del merito solennemente imposteli nella grande Reggia de’ Trionfi in Campidoglio” (D).
Targhe con motti in latino segnavano i passaggi per giungere sino al salone dove si sarebbe svolta la premiazione alla presenza di sedici cardinali, prelati, aristocratici e nobili. La cerimonia era introdotta da musiche eseguite dal compositore Arcangelo Corelli; a queste faceva seguito l’orazione tenuta da monsignor Lodovico Sergardi, letterato, bibliofilo e poeta senese, nonché accademico d’onore di San Luca. La lettura di sonetti e epigrammi introduceva infine alla consegna delle medaglie, “maggiori e minori a proporzione del graduato merito de’ concorrenti” (D), su cui era effigiato da un lato San Luca mentre dipinge la Vergine, con la scritta accademia pictorum, sculptorum, et architectorum urbis, dall’altro Clemente XI con le parole di Claudiano ingeniis patuit campus, certusque merenti stat favor. Le medaglie furono realizzate da Giovanni Martino Hamerani (C).
“Terminata la premiazione furono accompagnate, coll'armonia degli strumenti, le parole poetiche dell'abate Giuseppe Paolucci, chiudendo con la cantata” (E).
La seconda edizione del concorso fu anche l’occasione per migliorare la procedura – “rimedi necessari”, li definisce Giuseppe Ghezzi, segretario dell’Accademia, precisando che “disegni bassirilievi, & Architetture non eccedino la misura di un foglio Papale aperto e che li disegni non si incollino, ne si intelino” (D); venne anche stabilito che i concorrenti non dovessero avere più di 25 anni di età e che chi avesse già ottenuto il primo premio nel concorso precedente non potesse più concorrere (A, B). Fu inoltre deciso quante medaglie assegnare – due per ogni vincitore, “una indorata col cerchio d’argento e l’altra d’argento col cerchio indorato” – ma differenti per valore a seconda del premio e delle classi: da 12 scudi, la più preziosa, per il primo premio della I classe, sino a 2 scudi per terzo premio della III classe; due medaglie, immaginiamo quelle di maggior valore, sarebbero state consegnate al pontefice e due all’oratore (C).
Tutta l’organizzazione del concorso e della festa di premiazione costò 419:42 scudi (C).
[Laura Bertolaccini]
Fonti
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Verbali delle Congregazioni, vol. 46 (A).
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Verbali delle Congregazioni, vol. 46A (B).
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Giustificazioni dei concorsi, a. 1703 (C).
Le corone del merito solennemente distribuite sul Campidoglio il dì 19 aprile MDCCIII dall’Accademia del Disegno presedendo Carlo Maratti celebre dipintore, descritte da Giuseppe Ghezzi, pittore e segretario, dedicate dagli Accademici alla Santità di Nostro Signore Clemente XI Pont. Ott. Mass, Roma 1703 (D).
Sessantacinque anni delle scuole di belle arti della insigne e Pontificia Accademia Romana denominata di S. Luca. Memorie di un cattedratico decano e primo consigliere della classe architettonica nel terzo centenario della fondazione accademica, Roma 1895 (E).