Felice Albites

doc. 1795

Ottiene il secondo premio nella II classe del concorso del 1795; identificato come “romano”.

Paolo Antonio Ameli

1698 circa – Roma 1752

Ottiene il primo premio nella III classe del concorso del 1713 e nella I classe del concorso del 1716; identificato come “romano”.
Dal 1732 al 1740 svolge il ruolo di “giovane” dei sottomaestri delle strade Tommaso De Marchis e Filippo Barigioni (1672-1753).
A Roma lavora principalmente per i Doria Pamphilj per i quali entra in servizio come architetto nel 1739, succedendo a Gabriele Valvassori (1683-1761), e realizza il palazzo in via del Plebiscito (1741-1744).

Filippo Amici

doc. 1739

Ottiene il secondo premio nella I classe del concorso del 1739; identificato come proveniente “da Cascia”.

Alessandro Angeletti

doc. 1795

Ottiene il secondo premio nella III classe del concorso del 1795; identificato come “romano”.

Angelo Angelucci

doc. 1844

Ottiene il primo premio nella I classe del concorso del 1844; identificato come “di Todi”. 
Probabilmente è da identificare con l’omonimo architetto (Roccavecce 1816 – Torino 1891) che, dopo aver intrapreso la carriera militare, svolge studi a Roma e all’Accademia di Perugia, quindi realizza diversi edifici nelle Marche (tra cui a Senigallia, Jesi, Cingoli, Ostra e Corinaldo) e in Umbria (Foligno e Perugia). Dal 1862 ricopre il ruolo di direttore del Museo nazionale di artiglieria di Torino con il grado di capitano ed è autore di testi sulle armi e sui sistemi di difesa militare.

Giuseppe Annibali

doc. 1754

Ottiene il terzo premio nella III classe del concorso del 1754; identificato come proveniente “da Macerata”.

Giovanni Antinori

Camerino 1734 – Roma 1792

Ottiene il secondo premio nella II classe del concorso del 1754.
Trasferitosi a Roma da Camerino, alterna lo studio della matematica (in compagnia di Angelo Braschi, il futuro papa Pio VI) per volere del padre a quello dell’architettura sotto la guida del marchese Gerolamo Theodoli (1677-1766).
Trasferitosi a Lisbona dopo il terremoto del novembre 1755, diviene architetto di corte ed esegue progetti per la ricostruzione della città, incorrendo tuttavia nella carcerazione che lo costringe a ritornare in Italia nel 1756. Da allora è impiegato da illustri committenti come il granduca di Toscana Leopoldo I, e, soprattutto, papa Pio VI, per il quale a Roma erige gli obelischi del Quirinale (1786), della Trinità dei Monti (1787-1789) e di Montecitorio (1792).
Sotto la sua supervisione viene eseguito il ciborio posto sull’altare maggiore di Santa Caterina da Siena a Magnanapoli (1780-1787), opera di Carlo Marchionni (1702-1786)
Per la famiglia Doria Pamphilj realizza una cascata alla villa fuori Porta San Pancrazio (1783), cura l’allestimento dell’esposizione del Santissimo Sacramento in Sant’Agnese in Agone (1786), sistema, insieme a Francesco Bettini, l’appartamento del cardinale Giuseppe Doria Pamphilj nel palazzo in via del Corso (1786).
In qualità di architetto pontificio porta a termine la ricostruzione di Palazzo Lazzarini a Pesaro (1790).

Tommaso Asprucci

doc. 1725-1728

Ottiene il secondo premio nella III classe del concorso del 1725 e il primo premio ex aequo nella II classe del concorso del 1728; identificato come “romano”.

Camillo Astolfi

doc. 1789

Ottiene il secondo premio nella III classe del concorso del 1789; identificato come “romano”.

Carlo Atti

doc. 1711

Ottiene il primo premio nella III classe del concorso del 1711; identificato come “romano”.