doc. 1783-1816
Ottiene il primo premio nella III classe del concorso del 1783; identificato come “romano”.
Le poche informazioni sulla sua carriera riguardano il ruolo di assistente dell’architetto municipale Francesco Ferrari (1743-1815) per il quale redige numerosi ordini da impartire, a vario titolo, a diversi cittadini per incombenze edilizie e idrauliche. Dopo la morte di Ferrari è accreditato in una sistemazione urbana come architetto dell’Arciospedale di Santo Spirito in Sassia, in sostituzione di Giovanni Battista Moneti (1747-?)
doc. 1800-1818
Ottiene il secondo premio nella II classe del concorso del 1805; identificato come “Giovanni Passinati vicentino”.
È ricordato come pittore e incisore.
Un autoritratto inciso di “Giovanni Pasinati Vicentino” datato Roma 1800 è dedicato al “Sig.r Do:co Conti Bazzani Pittore Mantovano”.
Tra il 1808 e il 1818 abita con il pittore Domenico Conti Bazzani (1742 c. 1818) e, dal 1810, con il suo allievo Giuseppe Tominz. Nel 1817 è coadiutore di Conti Bazzani nella carica di “Assessore delle pitture".
Messina 1690 – Roma 1748
Ottiene il secondo premio ex aequo nella III classe del concorso nel 1706, il primo nella III classe del 1707, il secondo nella II classe del 1708, il secondo nella I classe del 1710 e il secondo ex aequo nella I classe del 1713.
Nipote e allievo di Filippo Juvarra (1678-1736), lavora come “giovane” nello studio di Ludovico Gregorini (circa 1661-1723) insieme al figlio Domenico (1692-1777), con il quale collaborerà dopo la morte di Ludovico.
È ammesso nella Congregazione dei Virtuosi al Pantheon nel 1722.
È nominato secondo coadiutore di Alessandro Specchi nella carica di architetto del Popolo romano nel 1726.
Dal 1726 al 1740 è al servizio del cardinale Pietro Ottoboni (1667-1740) per il quale nel 1731 inizia la costruzione della chiesa arcipretale dell’Assunta a Rocca di Papa, poi ultimata da Gregorini nel 1754, con cui completa il palazzo episcopale di Porto (1735-37) ed esegue il rifacimento della preesistente confessione e della tribuna della basilica di San Lorenzo in Damaso (1737-1739).
Partecipa al concorso per la facciata di San Giovanni in Laterano (1732).
Per il cardinale Pompeo Aldovrandi, governatore di Roma, con Domenico Gregorini restaura il teatro di Tor di Nona (1733-1734).
A Ragusa (l’odierna Dubrovnik), nel 1735, è impegnato in lavori nel collegio dei gesuiti proseguiti dopo la sua partenza.
Dal 1744 per il duca Filippo Sforza Cesarini decora la cappella familiare nella chiesa di Santa Maria in Aracoeli e ricostruisce la facciata principale del proprio palazzo in via dei Banchi Vecchi.
Tra il 1741 e il 1744 collabora con Gregorini al restauro della basilica di Santa Croce in Gerusalemme su commessa del cardinale Aldovrandi, capo della Dataria apostolica.
Realizza l’oratorio della Ss. Annunziata in Borgo (1744-1746) per l’Arciconfraternita di Santo Spirito in Sassia, di cui è architetto e confratello.
Roma 1760 – Roma 1837
Ottiene il primo premio ex aequo nella III classe del concorso del 1779 e il secondo premio ex aequo nella I classe del 1783.
Si forma nello studio di Carlo Marchionni (1702-1786) e ne sposa la figlia Olimpia (1788).
Progetta l’apparato decorativo alla terza cappella a sinistra della Chiesa di Gesù e Maria a Roma (1791) per ospitare l’immagine dipinta della Madonna del Divino Aiuto.
Lavora come architetto soprannumerario nel Tribunale delle Strade (dal 1803) occupandosi di rilevamenti e opere di bonifica.
La sua carriera è caratterizzata da importanti committenti tra cui Maria Anna di Savoia (1757-1824) e il cardinale Fabrizio Ruffo (1744-1827), tesoriere papale e nipote del cardinale Tommaso Ruffo, vescovo di Ferrara e noto collezionista d’arte.
Nel 1802-1803 progetta il rinnovamento del Teatro Capranica per i conti Negroni in collaborazione con Francesco Belli (doc. 1774-1816). Nel 1824 effettua una perizia per il Tribunale Collegiale, insieme agli architetti Giuseppe Marini (1759-post 1840) e Clementi Folchi (1780-1868), in seguito alla rovina dell’arcone realizzato solo un anno prima da Giuseppe Valadier per l’ingrandimento del palcoscenico del Teatro Valle.
Roma 1697 – Roma 1789
Ottiene il primo premio nella I classe del concorso del 1725.
Nel 1735 è accolto nella Congregazione dei Virtuosi al Pantheon.
Realizza la sopraelevazione della chiesa di Sant’Angelo in Pescaria con nuovi alloggi canonicali sulla cappella di Sant’Andrea (1743).
Dal 1749 risulta architetto di Casa Sacchetti. Dopo il 1758 è architetto di Sant’Antonio dei Portoghesi: nel 1774 gli viene affiancato Francesco Navone (1731-1804).
Roma 1739 – Roma 1820
Ottiene il secondo premio nella III classe del concorso del 1758, il secondo premio nella II classe del concorso nel 1762 e il terzo premio nella I classe nel concorso del 1766.
Riveste le cariche di architetto dei Tribunali della Sacra Rota e di Prima Stanza, della Sagra Congregazione del Buon Governo ed architetto sottomaestro del Tribunale delle Strade.
Assiste Antoine Dérizet (1685-1768) nel restauro della chiesa di San Luigi dei Francesi (1766).
La sua carriera è caratterizzata da diversi interventi nel circondario romano: ripristina l’esterno e l’interno della chiesa di San Agapito a Palestrina, restaura la cattedrale di Terni e Santa Maria Assunta a Trevignano Romano (1775-1791).
In qualità di architetto della Comunità di Anguillara Sabazia esegue diverse perizie per la ristrutturazioni di strade e ponti e come architetto della Sacra Congregazione del Buon Governo (1788) supervisiona l’ampliamento della rete stradale a Monterotondo.
A Roma realizza diversi apparati religiosi in occasione di beatificazioni e feste liturgiche (1783-1797). È presente in diversi lavori di manutenzione e consolidamento delle chiese romane come architetto ed esperto demaniale (1814).
Colorno 1697 – doc. 1760
Ottiene il terzo premio nella III classe del concorso del 1716; identificato come “parmegiano”.
Nel 1715 è a Roma come allievo del pittore Giovanni Paolo Panini (1691-1765).
Svolge la professione di pittore, come tale nel 1748 è ammesso nella Congregazione dei Virtuosi al Pantheon dove è presente fino al 1760.
doc. 1766
Ottiene il secondo premio ex aequo nella II classe del concorso del 1766; identificato come “romano”.
doc. 1702
Ottiene il secondo premio nella II classe del concorso del 1702; identificato come proveniente “da Camerino”.
Fratello di Giuseppe (1673-1741), impresario teatrale responsabile degli allestimenti di opere in musica nei quattro maggiori teatri romani del tempo (la Pace, il Capranica, il Tor di Nona e l’Argentina), sotto la protezione del cardinale Pietro Ottoboni (1667-1740).
Siena 1708 – Roma 1776
Ottiene il primo premio ex aequo nella II classe del concorso del 1728.
È cavaliere dello Speron d’Oro, ma non viene mai ammesso tra gli accademici di San Luca.
Trasferitosi a Roma da Siena (dove riceve i primi insegnamenti in elementi di matematica e architettura civile), è allievo e collaboratore di Filippo Barigioni (1672-1753), architetto della Reverenda Camera, e frequenta lo studio dello scultore Pietro Bracci (1700-1773). Dal 1769 è architetto coadiutore della Fabbrica di San Pietro.
Realizza progetti per committenze pubbliche, come la Casa dei Projetti a Narni e a Viterbo (1741-1742), e per famiglie nobiliari, come i Corsini, per cui ricostruisce la facciata della Certosa di Trisulti (1768), o i Colonna, per i quali progetta l’ampliamento del palazzo romano in piazza Santi Apostoli, costruendo, fra le varie cose, la Galleria Nuova.
Con l’appoggio del cardinale Girolamo Colonna (1708-1763) realizza l’ampliamento dei palazzi della Dataria Apostolica al Quirinale.
Nel 1756 è nominato architetto dei Sacri Palazzi Apostolici: come tale sovrintende, tra gli altri, al restauro del Pantheon (1756-1758) e realizza il progetto per l’ingresso al Museo Sacro in Vaticano (1757).
Esegue il rifacimento di Santa Caterina da Siena in via Giulia, la chiesa dei Senesi a Roma (1766).
È autore anche di allestimenti effimeri come gli apparati per la festa della Chinea (dal 1751) o per le celebrazioni della numerosa committenza religiosa e nobiliare.