1735 – 1805 circa
Ottiene il secondo premio nella III classe del concorso del 1754; identificato come “Bonaventura Solari polacco”.
Maggiore dell’esercito del Granducato di Lituania (1775), in Polonia progetta diversi edifici tra cui il Teatro Nazionale a Varsavia (1779) e la facciata occidentale della cattedrale di PoznaĆ (1789).
doc. 1779
Ottiene il secondo premio ex aequo nella III classe del concorso del 1779; identificato come “romano”.
Roma 1745 circa – Milano 1771
Ottiene il primo premio nella II classe del concorso del 1766.
Partecipa al concorso Balestra del 1768 (Tema: Rifacimento del porto di Ripa Grande; invv. 1045-1048).
Si forma nello studio di Luigi Vanvitelli diretto in sua assenza da Carlo Murena (1713-1764) e a contatto con esponenti dell’ambiente antiquario britannico come l’architetto James Byres e il pittore Thomas Jenkins. Nel 1770 pubblica, insieme a Carlo Antonini, il volume Il Vignola illustrato proposto da Giambattista Spampani e Carlo Antonini studenti d’architettura dedicato alla Santità di N. S. PP. Clemente XIV (Roma, Stamperia di Marco Pagliarini) che ha una buona diffusione a Roma, Napoli e Milano. Nello stesso anno diviene professore di architettura alla Reale Accademia di Parma, senza tuttavia avere il tempo di insegnare a causa della morte prematura.
1684 circa – dopo 1750
Ottiene il secondo premio nella III classe del concorso del 1702 e il primo premio nella II classe nel 1703; identificato come “romano”.
Fratello e allievo di Alessandro Specchi (1666-1729), alla morte di questi ne rileva alcuni incarichi privati.
Dal 1730 e fino al 1750, progetta architetture effimere e “macchine” per la Chinea.
Dal 1736 collabora con Giovan Battista Nolli (1701-1756) alla redazione della Nuova pianta di Roma (1748). Nel 1744 è uno degli architetti che elaborano la normativa per la stima degli edifici secondo “uso romano”.
Tra le opere realizzate, la facciata della chiesa di Santa Maria del Carmine alle Tre Cannelle (1750).
doc. 1857
Ottiene il premio straordinario nella I classe del concorso del 1857.
doc. 1766-1773
Ottiene il terzo premio nella II classe del concorso clementino del 1766; identificato come “romano”. Successivamente è documentato come pittore. Come tale è attivo in villa Albani e in palazzo Borghese (1770).
1745-1819
Ottiene il terzo premio ex aequo nella II classe del concorso del 1762; identificato come “romano”.
Figlio del pittore francese Pierre Subleyras (1699-1749) e della miniatrice Maria Felice Tibaldi (1707-1770).
Allievo di Gerolamo Theodoli (1677-1766), elabora un progetto per la nuova sacrestia di San Pietro (1775-1776) per papa Pio VI, poi realizzata su progetto di Carlo Marchionni (1702-1786).
Per la corte papale redige altri progetti, rimasti senza esito, per i depositi delle salme di Calisto III e Alessandro VI e per l’allestimento della Sala Nobile di Palazzo San Marco per l’alloggio dell’ambasciatore veneto Gerolamo Zulian.
Lavora per committenze pubbliche e private (in particolare per la famiglia Sforza Cesarini) e svolge attività professionale per il Tribunale delle Strade, non riuscendo mai a raggiungere una solidità economica.
Collabora con l’Accademia di Francia dal 1797 ma viene progressivamente emarginato nei primi decenni dell’Ottocento. Viene escluso da ogni pubblico incarico per non avere previsto, in qualità di architetto di San Paolo fuori le mura, nessuna perizia per il reintegro del materiale di rivestimento laddove necessario (1810-1814).
È autore del progetto per Palazzo ex Franchi de’ Cavalieri e per Porta Romana (1780-1782) a Veroli.
Roma 1845 – Roma 1911
Ottiene il primo premio nella I classe del concorso del 1869.
Nominato accademico di merito residente nel 1889, diventa presidente nel biennio 1906-1907.
Figlio dello scultore Pietro (1789-1869) e appassionato fotografo dilettante, realizza diverse opere a Roma di cui la più importante è palazzo Tenerani in via Nazionale, dove viene prevista una gipsoteca per la conservazione delle opere del padre. L’opera viene completata dopo la morte del progettista e la collezione viene successivamente donata al Governatorato e in seguito al Museo di Roma.
doc. 1795
Ottiene il terzo premio ex aequo nella III classe del concorso del 1795; identificato come “romano”.
doc. 1724 circa – 1795
Partecipa senza risultare vincitore alla III classe del concorso del 1754 e ottiene il primo premio nella II classe del 1758; identificato come “romano”.
Dopo un iniziale formazione presso lo studio vanvitelliano diretto da Carlo Murena (1713-1764), dal 1758 al 1761 è documentato presso quello di Mauro Fontana (1701-1767), dove entra in contatto con Pietro Camporese (1726-1781).
In questo periodo studia dal vero diverse architetture romane, dalle opere cinquecentesche a quelle a lui coeve, specie quelle di Nicola Salvi (1697-1751), Luigi Vanvitelli (1700-1773) e Carlo Murena (1713-1764). I numerosi disegni pervenutici, che riproducono per lo più architetture altrui, costituiscono una solida testimonianza della sua formazione, ma poco indicano sullo sviluppo successivo della carriera.
Dagli anni Settanta è documentato in attività progettuale autonome al servizio Arciconfraternita degli Agonizzanti, e di insegnamento al giovane Giuseppe Valadier (1762-1839).