Nella riunione del 12 febbraio 1708 era stata stabilita la data della festa in Campidoglio, il primo giovedì dopo la domenica in Albis, ossia il 19 aprile 1708, e dato mandato per la immediata comunicazione ai concorrenti; il 5 marzo seguente furono scelti i giudici (per l’architettura: Francesco Fontana, Giovanni Battista Contini, Carlo Buratti, Carlo Francesco Bizzaccheri e Tommaso Mattei, insieme a Carlo Maratti, principe a vita dell’Accademia e al segretario Giuseppe Ghezzi, presenti in tutte le commissioni giudicatrici), elencati gli accademici maestri della cerimonia (Filippo Juvarra, ad esempio, era deputato alla “custodia delle cere”) e incaricato monsignor Vincenzo Santini, cameriere segreto di papa Clemente XI, appena eletto accademico d’onore di San Luca, a tenere l’orazione (A).
Il “Teatro” era stato allestito ancora una volta sotto la direzione di Francesco Fontana: nella sala riccamente decorata da damaschi e arazzi, introdotta dalle musiche eseguite da Arcangelo Corelli, si tenne l’orazione, seguita dalla lettura dei sonetti e, infine, dalla premiazione dei vincitori, con medaglie nelle quali era riportato da un lato San Luca, dall’altro l’effige di papa Clemente XI circondata dal verso di Giovenale Quis virtutem amplectitur ipsam Praemia si tollas? (A).
Seguiamo Ghezzi nel dettagliato racconto della cerimonia: “Il Bidello della nostra Accademia chiamò distintamente ad alta voce le Classi: Ciascheduna delle quali, una doppo l’altra, era dalli Maestri delle Ceremonie, fin dove risedevano gl’Eminentissimi Porporati, con sommo decoro accompagnata; ed ancorché spettasse all’Eminentissimo Barberini, come nostro degnissimo Protettore, il decorare, ed inserire maggiore onore nel Premio, porgendolo con la sua propria mano; con tutto ciò, consigliato dall’innata sua Modestia, cede l’onore a’ suoi Eminentissimi Colleghi Anziani, li quali con memorabile eccesso di compitezza, ed amore, diedero il compimento onorifico alla decorosa Distribuzione, ed arricchirono insieme d’immortali onori , e perpetua Gloria i Premiati” (C). Al termine della premiazione, si tenne la cantata dal titolo “L’Architettura” (D).
Tra le opere dei vincitori furono esposte anche tre tavole eseguite da Giuseppe Maria Ercolani, marchese di Fornovo, elaborate seguendo la traccia della prova di I classe di architettura (“una fabbrica […] per l’uso dell’Accademia del disegno”) e chiaramente ispirato alla figura del triangolo della nuova impresa dell’Accademia di San Luca (Roma, Accademia Nazionale di San Luca, invv. 2139-2140).
Secondo gli elenchi rinvenuti, vennero premiati tutti i partecipanti della I e II classe di architettura, mentre furono valutati negativamente entrambi i concorrenti della III classe, il milanese Francesco Antonio Bettettini e il romano Giovanni Palmini (B).
Note polemiche avevano accompagnato la chiusura del concorso: il polacco Benedykt Renard, vincitore del secondo premio nella I classe di architettura, “si stimò aggravato e non comparve con gl’altri a riceverlo nella pubblica solennità”, facendosi persino ricevere dal pontefice e “inquietandolo con latissime querele contro la supposta ingiustizia e violenza degli Accademici”, non ottenendo comunque la revisione del giudizio (A).
Pochi mesi dopo, il 3 luglio 1708, Francesco Fontana, il predestinato ad una carriera brillante in Accademia e a sicuri successi professionali, muore prematuramente a Castel Gandolfo. Negli incarichi accademici, e quindi anche nell'organizzazione dei concorsi, ancora per qualche anno verrà sostituito dall'anziano padre Carlo.
[Laura Bertolaccini]
Fonti
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Verbali delle Congregazioni, vol. 46A (A).
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Giustificazioni dei concorsi, a. 1708 (B).
Le scienze illustrate dalle belle arti nel Campidoglio per l'Accademia del disegno solennizata il dì€ 19 aprile 1708 essendo principe della medesima il signore cavalier Carlo Maratti, e viceprincipe il sig. cavalier Francesco Fontana. Relazione di Giuseppe Ghezzi, dipintore e segretario accademico […], Roma 1708 (C).
Sessantacinque anni delle scuole di belle arti della insigne e Pontificia Accademia Romana denominata di S. Luca. Memorie di un cattedratico decano e primo consigliere della classe architettonica nel terzo centenario della fondazione accademica, Roma 1895 (D).