Pietro Passalacqua

Messina 1690 – Roma 1748

Ottiene il secondo premio ex aequo nella III classe del concorso nel 1706, il primo nella III classe del 1707, il secondo nella II classe del 1708, il secondo nella I classe del 1710 e il secondo ex aequo nella I classe del 1713.
Nipote e allievo di Filippo Juvarra (1678-1736), lavora come “giovane” nello studio di Ludovico Gregorini (circa 1661-1723) insieme al figlio Domenico (1692-1777), con il quale collaborerà dopo la morte di Ludovico.
È ammesso nella Congregazione dei Virtuosi al Pantheon nel 1722.
È nominato secondo coadiutore di Alessandro Specchi nella carica di architetto del Popolo romano nel 1726.
Dal 1726 al 1740 è al servizio del cardinale Pietro Ottoboni (1667-1740) per il quale nel 1731 inizia la costruzione della chiesa arcipretale dell’Assunta a Rocca di Papa, poi ultimata da Gregorini nel 1754, con cui completa il palazzo episcopale di Porto (1735-37) ed esegue il rifacimento della preesistente confessione e della tribuna della basilica di San Lorenzo in Damaso (1737-1739).
Partecipa al concorso per la facciata di San Giovanni in Laterano (1732).
Per il cardinale Pompeo Aldovrandi, governatore di Roma, con Domenico Gregorini restaura il teatro di Tor di Nona (1733-1734).
A Ragusa (l’odierna Dubrovnik), nel 1735, è impegnato in lavori nel collegio dei gesuiti proseguiti dopo la sua partenza.
Dal 1744 per il duca Filippo Sforza Cesarini decora la cappella familiare nella chiesa di Santa Maria in Aracoeli e ricostruisce la facciata principale del proprio palazzo in via dei Banchi Vecchi.
Tra il 1741 e il 1744 collabora con Gregorini al restauro della basilica di Santa Croce in Gerusalemme su commessa del cardinale Aldovrandi, capo della Dataria apostolica.
Realizza l’oratorio della Ss. Annunziata in Borgo (1744-1746) per l’Arciconfraternita di Santo Spirito in Sassia, di cui è architetto e confratello.