Con chirografo del 12 settembre 1782 il pontefice aveva stabilito “la dilazione de’ concorsi, Clementino e Balestra [istituito nel 1768], di triennio in triennio, essendo prima sfalsati di Biennio in Biennio” con il proposito di dare maggiore tempo per la preparazione delle prove e delle cerimonie dedicate (A).
Il programma venne così diffuso e i concorrenti furono invitati, dopo una proroga decisa nella congregazione del 2 febbraio 1783 (A), a consegnare entro il 23 maggio 1783 “le fatiche de’ Giovani Concorrenti” (A) nella “Sala degli studj in S. Luca” (B). Nella congregazione del 4 maggio 1783 furono ordinate le medaglie da distribuire ai vincitori (A) e nella riunione del 18 maggio seguente venne deciso che le prove estemporanee si tenessero il 24 maggio 1783; i soggetti per queste prove sarebbero stati portati dagli accademici ed estratti la mattina stessa dell’ex tempore: per l’architettura furono selezionate le proposte di Melchiorre Passalacqua (I e II classe) e di Giovan Battista Ceccarelli (III classe).
Nella stessa riunione si stabilì che la valutazione di tutte le prove di architettura si sarebbe tenuta domenica 25 maggio 1783: la giuria era composta da Ferdinando Raggi, James Byres, Giovan Battista Ceccarelli, Antonio Asprucci e Melchiorre Passalacqua (A).
Consegnarono la prova principale e sostennero l’ex tempore sei concorrenti della I classe, uno della II, due della III classe (A). “Terminato il tempo previsto per le prove, cioè qualche cosa in più di due ore, il Segretario insieme col Custode si fece consegnare le prove fatte, le quali contrassegnate con i numeri medesimi che furono segnati le Opere, nell’atto di riceverle furono chiuse” (A). Poiché tutti i partecipanti alle prove di architettura ricevettero un riconoscimento, e nella I classe ci furono coppie di ex aequo per ogni premio, pur non avendo rinvenuto tra i documenti un elenco con i nomi dei concorrenti e gli identificativi degli elaborati, confrontando i numeri presenti sui disegni è possibile affermare che i disegni invv. 847-848, sino ad oggi attribuiti ad autore anonimo, sono invece la prova estemporanea di Vincenzo Martinucci, perché contrassegnati con il numero 6, come gli elaborati della sua prova principale; analogamente, l’elaborato inv. 849 è la prova estemporanea di Luigi Baldi, identificata come gli altri suoi disegni con il numero 5.
Tra i partecipanti alle prove di III classe di architettura spicca il nome di Francesco Massimiliano Laboureur (1767-1831), vincitore del secondo premio, che poi seguendo le orme del padre avrebbe svolto una brillante carriera da scultore, nominato accademico di merito nel 1802 e presidente dell’Accademia dal 1820 al 1822.
La solenne cerimonia di premiazione, inizialmente prevista per il 1 giugno, si svolse il 2 giugno 1783. Il salone era stato allestito da Antonio Asprucci (A) come un “piacevole teatro, nel quale al prospetto principale vedeasi sotto nobile e ricco baldacchino l’immagine del Sommo Pontefice”, papa Pio VI. Lungo i diversi sedili presero posto gli accademici, i vari prelati e nobili romani, gli Arcadi e gli orchestrali; essa fu fatta “copiosamente illuminare con gran numero di placche, e lampadari” (B). Tra i cardinali erano presenti Andrea Corsini, Leonardo Antonelli, Giovanni Archinto, Domenico Orsini, Giovanni Battista Rezzonico e Antonio Casali, oltre al camerlengo Carlo Rezzonico (B). Gli elaborati dei vincitori erano esposti in due sale attigue al salone (B). La premiazione fu introdotta da “una armoniosa sinfonia” e da “una erudita Orazione in lode delle belle Arti” letta da Giovanni Battista Bussi. In seguito alla premiazione dei giovani furono eseguiti diversi componimenti, in latino e in volgare, dagli Arcadi guidati dall’abate Gioacchino Pizzi. Infine, “terminò questa giuliva festa con altra bellissima sinfonia universalmente applaudita” (B).
[Laura Bertolaccini]
Fonti:
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Verbali delle Congregazioni, vol. 54 (A).
I pregi delle belle arti celebrati in Campidoglio pel solenne concorso tenuto dall’Insigne Accademia del Disegno in S. Luca lì 2 giugno 1783 essendo principe di essa l’Illustrissimo Signor Marchese Ferdinando Raggi, Roma 1783 (B).
Memorie per servire alla storia della romana Accademia di San Luca fino alla morte di Antonio Canova, Roma 1823 (C).
Sessantacinque anni delle scuole di belle arti della insigne e Pontificia Accademia Romana denominata di S. Luca. Memorie di un cattedratico decano e primo consigliere della classe architettonica nel terzo centenario della fondazione accademica, Roma 1895 (D).