Per la prova di architettura della I classe venne estratto il tema proposto da Antonio Asprucci; per la II e la III classe furono selezionati i temi proposti da Francesco Nicoletti. Tutti i temi scelti vennero quindi resi pubblici.
Nel mese di maggio 1775 veniva annunciato che la data di consegna degli elaborati era stata stabilita per il giorno 11 dello stesso mese e le prove estemporanee si sarebbero tenute la mattina del 12. Nella congregazione dell’11 maggio 1775 furono estratti i temi per le prove estemporanee: per la I classe di architettura fu sorteggiato il tema proposto da Carlo Marchionni; per la II classe il soggetto indicato da Francesco Nicoletti; infine, per i concorrenti di III classe dovettero cimentarsi con la traccia pensata da Pietro Camporese.
Le prove di architettura furono valutate il 13 maggio 1775; la commissione era composta da Antonio Asprucci, Carlo Marchionni, Francesco Nicoletti, Giovanni Battista Piranesi, Ferdinando Raggi.
Poiché in quella edizione del concorso il numero di partecipanti in alcune classi era stato inferiore al numero dei premi predisposti, “avanzando alquante medaglie, volle l’Accademia destinarle a benefizio di quei giovani, che nelle altre classi si erano presentati in numero maggiore, e che avevano manifestato particolare talento”: per questa ragione vennero conferiti diversi ex aequo.
Nella I classe di architettura si erano presentati sei concorrenti, tutti premiati; ma Agostino Vitoli da Spoleto, a cui era stato assegnato il secondo terzo premio, non contento di questa valutazione rinunciò e i suoi disegni, come da prassi, gli furono restituiti. Nella II classe di architettura ottenne il primo premio Giuseppe Valadier, “ragazzo di tredici anni e di molto spirito” (A).
La festa della distribuzione dei premi si tenne in Campidoglio il 19 maggio 1775.
Il disegno dell’allestimento del salone era di Clemente Orlandi, che morirà però il 15 maggio 1775 senza vedere ultimato il suo lavoro: “innalzato il Teatro per gli Accademici, e pe' Signori Arcadi, e nel mezzo la Cattedra per l’Oratore, e coronato tutto da numerosa Orchestra. Tutto era ornato ed arricchito di velluti e damaschi cremisi trinati d'oro e nella stessa foggia era apparato tutto il Salone con Lampadari di Cristallo, e Placche dorate distribuite in buon ordine intorno al Teatro suddetto, ed ai palchi, che tanto lateralmente, quanto di prospetto si erano come altre volte eretti. Decorò la Funzione la numerosa Nobiltà, e il culto Popolo, che affollato concorse. […] Le Scale e la Porta, sopra di cui restava affisso il gran Cartellone con lo Stemma dell'Accademia, e la gran Sala erano custodite dalla Guardia Svizzera per conservare il buon ordine, e regolare il concorso straordinario del numeroso Popolo vago di ammirare sì festoso spettacolo. Le Opere e fatiche de' Giovani, per cui venivano in quel giorno premiati, erano esposte nelle contigue Stanze di S.E. il Signor Senatore di Roma […]”. La cerimonia di questa edizione “particolare”, perché tenuta nell’anno giubilare, si svolse alla presenza del principe Marchionni, di molti accademici, di nobili e prelati, tra cui il cardinale Giovan Battista Rezzonico, fratello di Carlo e nipote di Clemente XIII. Monsignor Giulio Cesare Capece, segretario della sacra Congregazione delle Indulgenze, tenne l’orazione solenne, preceduta e seguita da esecuzioni musicali; quindi Juan Adán e Pietro Camporese, gli accademici più giovani recentemente eletti, presentarono i vincitori e i cardinali distribuirono le medaglie, “in argento parte dorate”, coniate da Joseph Schwendimann (1721-1786), giovane incisore svizzero. Al termine della premiazione, i poeti dell’Accademia dell’Arcadia declamarono dei sonetti, “e con una terza sinfonia ebbe fine sì magnifica pompa” (D).
[Laura Bertolaccini]
Fonti
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Verbali delle Congregazioni, vol. 53 (A).
In lode delle Belle Arti. Orazione e componimenti poetici detti in Campidoglio in occasione della festa del concorso celebrata dall’Insigne Accademia del Disegno di San Luca, Roma 1775 (B).
Memorie per servire alla storia della romana Accademia di San Luca fino alla morte di Antonio Canova, Roma 1823 (C).
Sessantacinque anni delle scuole di belle arti della insigne e Pontificia Accademia Romana denominata di S. Luca. Memorie di un cattedratico decano e primo consigliere della classe architettonica nel terzo centenario della fondazione accademica, Roma 1895 (D).