Trascorso un anno, nella seduta del 5 agosto 1770 gli accademici decisero di prorogare la scadenza prevista inizialmente: “furono esaminate varie circostante e in particolare quella del prossimo anno santo nel quale non cadrebbe la celebrazione del concorso seguitando il metodo di celebrarsi a novembre, ed ancora riflettendo agli incomodi sperimentati sempre in quel mese”, specialmente per i numerosi impegni dei cardinali. Fu quindi stabilito che il concorso dovesse svolgersi nel mese di aprile del 1771 (A).
Intanto, nel mese di marzo 1771 era stato eletto principe dell’Accademia Anton Raphael Mengs, succedendo a Clemente Orlandi.
Il termine per la consegna degli elaborati fu fissato al 15 aprile 1771 (A) mentre le prove estemporanee si svolsero in due ore il 17 aprile in Accademia (B) e per l’architettura Orlandi fu nominato “curatore dei Giovani nel dì della Prova” (A).
Il 18 aprile seguente i disegni, “posti in mostra […] con le rispettive prove” (A) furono giudicati: colpì amaramente la scarsa partecipazione dei concorrenti e la bassa qualità delle prove redate nelle classi di pittura e scultura, tanto che una minuziosa relazione per giustificare l’assenza di premiati venne redatta dagli accademici, trasmessa al camerlengo, cardinal Carlo Rezzonico (A), e sinteticamente pubblicata anche nel volumetto della celebrazione a firma del segretario dell’Accademia, Francisco Preciado (B). La giuria delle classi di architettura, composta da James Byres, Alessandro Dori, Francesco Antonio Navone, Francesco Nicoletti, Clemente Orlandi e Giovanni Battista Piranesi, aveva invece giudicato tutti i partecipanti degni di ricevere un premio (A).
La celebrazione dei vincitori si tenne il 21 aprile 1771, “con quella pompa e celebrità che sempre si è costumata nelle altre volte” (A). Venne allestito un “Teatro” in Campidoglio, “parato di damaschi cremisi trinati d’oro […] con quantità di lampadari, e dorate placche all’intorno, che si estendevano dall’una, e dall’altra parte fino al fondo” (B). Qui trovarono posto i cardinali – tra cui, oltre al camerlengo, Scipione Borghese, Alessandro Albani e Giovanni Battista Rezzonico –, i prelati, l’aristocrazia e la nobiltà invitata, nonché una grande orchestra e gli Arcadi. Le prove dei giovani concorrenti furono esposte nelle stanze contigue al salone delle premiazioni.
Dopo una visita alle opere da parte dei cardinali, la cerimonia cominciò alle ore 22 con “un musicale strepitoso concerto d’istromenti”, seguito dall’orazione di Baldassarre Odescalchi e una seconda sinfonia (B). I giovani vennero dunque premiati con “diversi medaglioni d’argento, parte de’ quali eran dorati” (B) e subito dopo gli Arcadi declamarono i loro componimenti seguiti con un canto intitolato La Fortuna dell’abate Gioacchino Pizzi, pro-custode generale dell’Arcadia. La cerimonia terminò con un ultimo concerto e tutti i partecipanti furono soddisfatti nel vedere “con quanta pompa, e decoro sa Roma sostenere, e premiare le tre belle Arti, cui deve la sua magnificienza, e che la fanno in ogni genere Regina dell’Universo” (B).
Per Giacomo Quarenghi, a cui fu assegnato il secondo premio al concorso di I classe, la mancata vittoria fu una delusione talmente amara da spingerlo a cancellare ogni traccia di questa esperienza nella sua successiva gloriosa carriera in Russia.
[Laura Bertolaccini]
Fonti
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Verbali delle Congregazioni, vol. 52 (A).
I pregj delle belle arti celebrati in Campidoglio pel solenne concorso tenuto dall’insigne Accademia del Disegno in San Luca lì 21 aprile 1771 reggendone il principato il sig. cavaliere D. Antonio Raffaele Mengs, Roma 1771 (B).
Memorie per servire alla storia della romana Accademia di San Luca fino alla morte di Antonio Canova, Roma 1823 (C).
Sessantacinque anni delle scuole di belle arti della insigne e Pontificia Accademia Romana denominata di S. Luca. Memorie di un cattedratico decano e primo consigliere della classe architettonica nel terzo centenario della fondazione accademica, Roma 1895 (D).