Giacomo Quarenghi

Rota d’Imagna 1744 – San Pietroburgo 1817

Ottiene il secondo premio nella I classe del concorso del 1771.
Dopo una iniziale formazione giuridica e filosofica letteraria si dedica allo studio della pittura a Bergamo presso Paolo Bonomini e Giovanni Raggi. Nel 1761 si trasferisce a Roma dove entra prima nella bottega di Anton Raphael Mengs e poi in quella di Stefano Pozzi. Qui entrato a contatto con Vincenzo Brenna, sviluppa l’interesse per l’architettura che studia progressivamente presso Paolo Posi, François Deriset e Nicola Giansimoni, rimanendo però insoddisfatto del loro approccio didattico tradizionale. Entra così nell’ambiente degli studenti forestieri, soprattutto britannici e francesi, dedicati allo studio diretto dell’antico e dell’architettura palladiana con la mediazione dei suoi Quattro Libri dell’Architettura, svolgendo anche il ruolo di tutor e disegnatore, e redigendo anche alcuni progetti per corrispondenza per committenti stranieri e per la patria bergamasca.
Nel 1769. Contestualmente alla preparazione del saggio per il concorso clementino celebrato due anni dopo, redige il progetto per il rinnovamento dell’interno della chiesa benedettina di Santa Scolastica a Subiaco con il supporto del cardinale camerlengo Carlo Rezzonico, protettore dell’Accademia e dell’Ordine dei benedettini cassinensi, e del maestro Giansimoni, futuro accademico e consigliere dei padri di Santa Scolastica, che completerà solo nel 1774 dopo un rapporto molto contrastato con i committenti.
Nel 1772 e nel 1775 compie viaggio di studio nell’Italia centro-settentrionale e a Venezia sulle tracce dei protagonisti del Rinascimento e di Palladio.
Nel 1779 ingaggiato dagli agenti della zarina Caterina II parte per San Pietroburgo dove svolge la sua restante attività con grande successo impegnato in ogni genere di commesse per la corte imperiale e per altri committenti pubblici, privati e religiosi.