Sarebbe tuttavia passato circa un anno, nel corso del quale era cambiata anche la reggenza dell’Accademia, ora affidata al pittore Placido Costanzi, prima che fossero rese note le date per il completamento del concorso: nella seduta del 10 agosto 1758 si stabilì che la celebrazione sarebbe avvenuta il 18 settembre in Campidoglio; gli elaborati dovevano essere consegnati nel “Salone degli Studj” dell’Accademia il 6 settembre; il giorno seguente, in due ore, i partecipanti avrebbero qui svolto le prove estemporanee, alla presenza per le classi di architettura di Tommaso De Marchis, nominato “curatore dei giovani concorrenti” (A).
La commissione di architettura si sarebbe riunita il giorno 9 settembre “nel doppo pranzo”. La giuria era composta da Clemente Orlandi, Tommaso De Marchis, Antoine Dérizet, Domenico Gregorini, Filippo Raguzzini e Mauro Fontana, oltre al principe Placido Costanzi e a Filippo della Valle, segretario (A).
Oltre ai vincitori avevano partecipato alle prove di architettura anche Giacomo Sangermano, romano (II classe), e Giuseppe Pichler, napoletano, (III classe), entrambi giudicati non idonei a ricevere alcun riconoscimento (B). Sangermano aveva già partecipato alle prove di III classe nel 1754, riportando anche allora esiti negativi.
La festa di distribuzione dei premi si tenne il 18 settembre 1758 nel salone del Campidoglio “con somma pompa adornato” (B) con velluti e un gran baldacchino a coprire l’effige del pontefice Clemente XIII: “Il Salone era con solenne pompa adornato, e vi fu un concorso straordinario di gente forastiera e cittadina accorsa al Campidoglio per godere quella funzione nella quale tanto splendore acquistano le belle arti, e tanta gloria si deve ai Sommi Pontefici che ne hanno promosso l'Istituto e proseguono ad impartirle la loro benefica protezione” (D).
I partecipanti erano disposti lungo il teatro semicircolare e i vari spalti: gli accademici e i giovani premiati, i cardinali, i prelati e diversi nobili, infine gli Arcadi e i suonatori. “Inoltre vi erano alzati a man destra della porta un palco per sua Maestà il Re d’Inghilterra, ed un altro simile all’incontro per li Eccellentissimi Signori Ambasciatori” (B). Un palco era riservato al senatore capitolino, Nicolò Bielck, nei cui appartamenti erano esposti gli elaborati dei vincitori per l’ammirazione dei presenti.
Alla premiazione erano presenti quattordici cardinali, tra cui il camerlengo Girolamo Colonna (B).
La cerimonia incominciò con un “armonioso concerto” del maestro di cappella Niccolò Jommelli ed entrò nel vivo con l’orazione di monsignor Francesco Carrara. Finito l’intervento, apprezzato per il suo erudito sviluppo, venne eseguito un secondo concerto composto dal maestro di cappella Bartolomeo Lustrini e subito dopo si procedette con la distribuzione delle medaglie ai giovani vincitori.
In seguito gli Arcadi, guidati dall’abate Michel Giuseppe Morei, custode generale di Arcadia e accademico d’onore, declamarono diversi componimenti poetici conclusi con una terza sinfonia del maestro di cappella Gioacchino Cocchi e “sì questa che le altre due precedenti esigerono universale applauso conforme si riscosse tutta la festa” (B).
[Laura Bertolaccini]
Fonti
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Verbali delle Congregazioni, vol. 51 (A).
Delle lodi delle Belle Arti, orazione e componimenti poetici detti in Campidoglio in occasione della festa del concorso celebrata dall’insigne Accademia del Disegno di S. Luca essendo principe il signor Placido Costanzi […], Roma 1758 (B).
Memorie per servire alla storia della romana Accademia di San Luca fino alla morte di Antonio Canova, Roma 1823 (C).
Sessantacinque anni delle scuole di belle arti della insigne e Pontificia Accademia Romana denominata di S. Luca. Memorie di un cattedratico decano e primo consigliere della classe architettonica nel terzo centenario della fondazione accademica, Roma 1895 (D).