Le prove estemporanee – “vero testimonio di abilità nell’arte” (C) –, si tennero il 24 e il 25 febbraio 1851 e la giuria si riunì il 9 marzo seguente per decretare i vincitori nelle classi delle diverse discipline.
La partecipazione a questa edizione fu molto scarsa: nessun concorrente si presentò nella I classe di pittura, circostanza certamente motivata dalla presenza in contemporanea del Concorso Pellegrini, il cui premio era di 600 scudi, contro i 130 del Clementino. Ma anche in architettura, pur non essendoci l’alibi della disparità di premio, fu “scarsissimo il numero de’ concorrenti […]. E sì che negli altri grandi concorsi fu sempre de’ più copiosi, e spesso de più lodati! Né saprebbe di questa scarsità trovarsi cagione che soddisfaccia: quando ognun sa come una bella schiera di architetti fiorisce oggi fra noi, onore del magistero dell’Accademia e speranza di Roma e dell’arte. Aggiungansi che il premio nel presente concorso è stato accresciuto dagli scudi 88 ai 130 per la prima classe, e dagli scudi 44 ai 70 per la seconda classe. Premi convenevoli, come ognun vede, a rimediare qualsiasi progetto architettonico anche di valente maestro” (C).
L’unico concorrente che aveva partecipato alle prove di architettura fu Francesco Dasti di Corneto che consegnò quattro elaborati per la prova di I classe. Adottando una formula senza precedenti, i giudici – Luigi Poletti, Giovanni Azzurri, Antonio Sarti, Nicola Cavalieri San Bartolo, Pietro Camporese, Luigi Rossini e Giovan Battista Benedetti – pur non apprezzando la soluzione proposta, valutarono comunque il suo progetto meritevole di un “premio straordinario” ma nella II classe, considerando apprezzabile solo “la conveniente disposizione dei passaggi di comunicazione combinata in modo, che anco a fronte della vastità dell’edificio non se ne risente l’incomodo” (C). A Dasti venne dunque assegnata una medaglia del valore di 70 scudi romani.
Dopo le valutazioni dei giudici, le opere dei vincitori rimasero esposte nella residenza accademica in via Ripetta fino al 23 marzo 1851, “dalle ore 10 antimeridiane alle 3 pomeridiane” (D).
La celebrazione del concorso si tenne qualche tempo dopo, nel pomeriggio di domenica 22 giugno 1851, nelle sale della Galleria accademica presso la chiesa dei Santi Luca e Martina, “per ragioni di accademica economia” (C). Giovanni Azzurri aveva provveduto a predisporre gli spazi per accogliere, sotto l’effige di Pio IX, i giovani premiati, il presidente Luigi Poletti, gli accademici di merito e d’onore e il segretario perpetuo Salvatore Betti, il ministro Camillo Iacobini, a cui era affidato l’onore di distribuire i premi, e l’oratore Francesco Orioli, consigliere di Stato: “alla magnificenza di tanti insigni dipinti, che la rendono celebre, e di due principalmente di Raffaello, aggiungevano decoro la ricca luminaria, le armoniose sinfonie, e la presenza del corpo de’ cannonieri che guarniva il luogo” (C).
L’unico partecipante, e vincitore, delle prove di architettura, raggiunto in ritardo dalla convocazione alla cerimonia, non avrebbe partecipato alla premiazione (B).
[Laura Bertolaccini, con la collaborazione di Alberto Coppo]
Fonti
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Raccolta Tomassetti, busta 109 (A).
Accademia Nazionale di San Luca, Archivio storico, Raccolta Tomassetti, busta 110 (B).
Distribuzione de’ premi del Grande Concorso Clementino- Pellegrini celebrata il dì 22 di giugno 1851, Roma 1851 (C).
“Giornale di Roma”, 17 marzo 1851 (D).
“Giornale di Roma”, 2 luglio 1851 (E).