Anonimo
Ritratto di Clemente XI
olio su tela
Roma, Accademia Nazionale di San Luca
Giovanni Francesco Albani (Urbino 1649 – Roma 1721)
elezione 23 novembre 1700
incoronazione 8 dicembre 1700
fine pontificato 19 marzo 1721
Giovanni Francesco Albani (1649-1721), urbinate di origini aristocratiche, compie studi classici e diviene giurista, quindi intraprende la carriera ecclesiastica. Nel 1700 sale al soglio pontificio con il nome di Clemente XI.
Mecenate e protettore degli artisti, nonché collezionista, durante il suo pontificato sostiene il processo di trasformazione dell’Accademia di San Luca da corporazione di artisti a istituzione di rilievo internazionale, in particolare per tramite di Carlo Maratti (1625-1713), principe dal 1699, rinnovato a vita nel 1706 da papa Clemente XI, e del segretario dell'Accademia Giuseppe Ghezzi (1623-1721).
All’Accademia papa Albani eroga consistenti somme di denaro, per lo più derivate dall’aver interrotto dal 1702, per gli eventi bellici in corso, le feste del carnevale; sono fondi che destina per organizzare concorsi di pittura, scultura e architettura per i giovani, caratterizzati da solenni cerimonie di premiazione da tenere in Campidoglio con orazioni, letture di sonetti, esecuzioni musicali e conio di medaglie per i premiati: una grande festa in cui tutte le arti dovevano trovare espressione. Durante il suo pontificato si tengono dodici edizioni del concorso, con cadenza annuale dal 1702 al 1711, quindi triennale (1713 e 1716). La formula di questi “Concorsi de’ Premij”, che in suo onore dall’edizione del 1783 prenderanno il nome di “Clementini”, riprendeva quella già posta in essere quando Albani era ancora cardinale per le celebrazioni del centenario della istituzione accademica, tenute nel 1696 con la regia dell'architetto ticinese Carlo Fontana (1638-1714).
L’incondizionata benevolenza di Clemente XI nei confronti dell’Accademia, nel 1715 lo spinge ad approvare formalmente il controverso nuovo statuto – poi ritirato – secondo cui l’istituzione si arrogava il diritto di licenza su ogni opera pubblica di pittura e scultura, conferendole così l’assoluto potere decisionale su ogni aspetto dell’attività artistica, ben oltre il consolidato ruolo corporativo e didattico.
L’Accademia Nazionale di San Luca custodisce un grande ritratto di papa Albani, di attribuzione incerta, testimonianza eloquente del ruolo centrale svolto dal pontefice nella vita e nell’indirizzo culturale dell’istituzione, e un bassorilievo in terracotta – Le Arti rendono omaggio a Clemente XI – che Pierre Legros (1666-1719) esegue e dona all’Accademia proprio nel 1702, anno della prima celebrazione del "Concorso de' Premij" voluto da papa Albani.
Jakob Frey il Vecchio (1681-1752)
Ritratto di Innocenzo XIII
1722, incisione
Amsterdam, Rijksmuseum
Michelangelo Conti (Poli 1655 – Roma 1724)
elezione 8 maggio 1721
incoronazione 18 maggio 1721
fine pontificato 7 marzo 1724
Durante il suo breve papato, fortemente segnato da dispute con la Compagnia del Gesù, non sono stati banditi concorsi.
Girolamo Rossi il Giovane (1682- 1762)
Ritratto di Benedetto XIII
1730-1762, incisione
Amsterdam, Rijksmuseum
Pietro Francesco Orsini (Gravina in Puglia 1649 – Roma 1730)
elezione 29 maggio 1724
incoronazione 4 giugno 1724
fine pontificato 21 febbraio 1730
Per le celebrazioni del Giubileo del 1725, Benedetto XIII, eletto da pochi mesi papa, rispondendo ad una supplica del principe dell’Accademia, Giuseppe Bartolomeo Chiari, con un breve del 7 dicembre 1724 concesse all’Accademia una dilazione dei pagamenti delle ingenti spese sostenute per il restauro della cupola della chiesa dei Santi Luca e Martina, permettendo così di tornare a svolgere in Campidoglio la solenne celebrazione del “Concorso de’ Gioveni Studenti delle belle Arti” dedicato in quell'edizione alla memoria di Clemente XI, che ne era stato il promotore, e alla magnanimità di Benedetto XIII, che aveva permesso la sua continuazione.
Nel 1728, a tre anni di distanza, come da nuovo ordinamento stabilito dallo stesso pontefice, si tenne un’altra edizione del concorso.
Jakob Frey il Vecchio (1681-1752)
Ritratto di Clemente XII
1730-1731, incisione
Amsterdam, Rijksmuseum
Lorenzo Corsini (Firenze 1652 – Roma 1740)
elezione 12 luglio 1730
incoronazione 16 luglio 1730
fine pontificato 6 febbraio 1740
Già tesoriere dello Stato pontificio, durante il suo papato mette in atto strategie economiche per risollevare le finanze dello Stato pontificio: tra queste l’emissione di dazi e la creazione di porti franchi, quello di Ancona ad esempio (1732), pensato come scalo orientale di Roma, ridisegnato da Luigi Vanvitelli (1700-1773) e collegato a questa da un tracciato viario (la Strada Clementina), congiunto alla via Flaminia.
A Roma decide la costruzione o il completamento di molti edifici religiosi ed effettua diverse opere pubbliche; nel 1732 bandisce il concorso per realizzare la Fontana di Trevi; nel 1734 apre i Musei capitolini, il primo luogo pubblico dove l’arte poteva essere fruita da tutti.
Durante il papato Corsini si tengono due edizioni del “Concorso de’ premi”: nel 1732 (nel cui tema, "Una città in mezzo al mare", riecheggiano le contemporanee azioni del suo pontificato) e nel 1739.
Agostino Masucci (1690-1758)
Ritratto di Benedetto XIV
1740-1752, olio su tela
Roma, Accademia Nazionale di San Luca
Prospero Lorenzo Lambertini (Bologna 1675 – Roma 1758)
elezione 17 agosto 1740
incoronazione 25 agosto 1740
fine pontificato 3 maggio 1758
Considerato il primo papa dell’età moderna, attua la riforma del diritto canonico e indice il Giubileo del 1750.
Affronta i gravi problemi economici dello Stato cercando soluzioni per la gestione e il controllo amministrativo: per questo fa realizzare da Giovanni Battista Nolli (1701-1756) il dettagliato rilievo planimetrico della città di Roma (Nuova Topografia di Roma), dato alle stampe nel 1748.
Mecenate e protettore delle arti e delle scienze, fonda l'Accademia delle Romane Antichità (1740), crea la Pinacoteca nei Musei capitolini (1748), riforma l’Accademia dei Lincei (1745).
Durante il suo pontificato si tengono due celebrazioni del “Concorso de’ Premi”, nel 1750 e nel 1754. Per le azioni di papa Lambertini, direttamente a lui è ascrivibile il tema assegnato nel concorso del 1750, anno giubilare, che prevedeva la progettazione di Un magnifico collegio capace di potervi separatamente insegnare le Matematiche e le Belle Arti di Pittura, Scultura e Architettura. Nel 1754 è Ferdinando Fuga (1699-1782), principe dell’Accademia, a condurre la solenne premiazione del concorso in Campidoglio, bandito ora ogni quattro anni, come stabilito con chirografo dell’11 ottobre 1754.
In quello stesso anno Benedetto XIV fonda in Campidoglio l’Accademia del Nudo e ne affida la direzione all'Accademia di San Luca.
Nelle collezioni dell'Accademia Nazionale di San Luca è conservato un ritratto del pontefice eseguito da Agostino Masucci (1690-1758), ultimo grande allievo di Carlo Maratti, pervenuto nel 1758 tramite il lascito Fabio Rosa.
Antonio Canova (1757-1822)
Busto di Clemente XIII
1784-1786, gesso
Roma, Accademia Nazionale di San Luca
Carlo della Torre di Rezzonico (Venezia 1693 – Roma 1769)
elezione 6 luglio 1758
incoronazione 16 luglio 1758
fine pontificato 2 febbraio 1769
Clemente XIII nel corso del suo papato conduce una strenua difesa dell'ordine dei Gesuiti contro le pressioni delle monarchie europee. Istituisce l’indice dei libri proibiti (in cui compare, ad esempio, la Encyclopédie di Denis Diderot e Jean-Baptiste Le Rond d'Alembert) e scomunica i lettori e i possessori dei volumi. Ordina di coprire i nudi di statue e dipinti, anche negli affreschi della Cappella Sistina. Emette disposizioni e riforme per la protezione e l'accrescimento della Biblioteca Apostolica Vaticana.
Durante il suo pontificato si tengono tre celebrazioni dei “Concorsi de’ Premi”, nel 1758, nel 1762 e nel 1766. Significativo che il tema assegnato alla I classe di architettura del concorso del 1766 prevedesse proprio la progettazione di una “pubblica Libraria”.
All’Accademia Nazionale di San Luca è conservato un busto in gesso di Clemente XIII, modello realizzato tra il 1784 e il 1786 da Antonio Canova (1757-1822) per il monumento funebre del pontefice.
Anonimo
Ritratto di Clemente XIV
1775, incisione
Amsterdam, Rijksmuseum
Giovanni Vincenzo Antonio (Lorenzo) Ganganelli (Santarcangelo di Romagna 1705 – Roma 1774)
elezione 19 maggio 1769
incoronazione 4 giugno 1769
fine pontificato 22 settembre 1774
Durante il suo pontificato avviene ufficialmente la soppressione della Compagnia del Gesù (1773).
Nel 1771 Clemente XIV istituisce il Museo Clementino in Vaticano (oggi Museo Pio-Clementino, dopo gli ampliamenti operati da Pio VI): alla selezione delle opere partecipano alcuni membri dell’Accademia di San Luca.
Nello stesso anno si svolge l’unica celebrazione dei vincitori del “Concorso de’ Premi” del suo papato, alla presenza del neoeletto principe dell’Accademia, il pittore Anton Raphael Mengs (1728-1779).
Nel 1770 Lambert-François-Thérèse Cammas (1743–1804), pittore e architetto francese, dona all’Accademia di San Luca come morceau de réception per l'elezione ad accademico di merito un dipinto raffigurante Clemente XIV come pacificatore dell’Europa.
Giovanni Domenico Porta (1722-1780)
Ritratto di Pio VI
1776, olio su tela
Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (MR 1964)
referenze fotografiche: Roma, Museo di Roma, Archivio iconografico
foto: Alfredo Valeriani
Angelo Onofrio Melchiorre Natale Giovanni Antonio detto Giovanni Angelo o Giannangelo Braschi (Cesena 1717 – Valence-sur-Rhône 1799)
elezione 15 febbraio 1775
incoronazione 22 febbraio 1775
fine pontificato 29 agosto 1799
Il primo periodo del pontificato di Pio VI si svolge dal 1775 al 1789. Nel 1775 inaugura il Giubileo; nello stesso anno è celebrata una edizione del “Concorso di Clemente XI” e altre tre edizioni si tengono nel 1779, nel 1783 e nel 1789 (dal 1782, per evitare sovrapposizioni, Pio VI stabilisce l’alternanza ogni sei anni del Concorso Clementino con il Concorso Balestra, assimilando nei fatti l’uno all’altro).
Il secondo periodo del papato Braschi è segnato dagli eventi della Rivoluzione francese (1789-1799): dopo la pubblica condanna alla Costituzione civile del clero (1791) e dunque alla stessa rivoluzione, il papa subisce l'invasione napoleonica, i termini del trattato di Tolentino (1797), con pesanti perdite territoriali e artistiche, l’occupazione francese di Roma e la proclamazione della Repubblica Romana (1798-1799), ultimo atto prima della sua deposizione, deportazione e morte in esilio in Francia.
Nel 1795 si tiene ancora una celebrazione del Concorso Clementino e i nuovi statuti dell’Accademia di San Luca sono approvati con un breve di Pio VI del 12 giugno 1795.
Un busto di Pio VI realizzato in gesso nel 1790 da Vincenzo Pacetti (1746-1820) è nelle collezioni dell’Accademia Nazionale di San Luca.
Virginia Barlocci Mariani (1824-1898)
Ritratto di Pio VII
(copia da Vincenzo Camuccini)
1882, olio su tela
Roma, Accademia Nazionale di San Luca
Barnaba Niccolò Maria Luigi (Gregorio) Chiaramonti (Cesena 1742 – Roma 1823)
elezione 14 marzo 1800
incoronazione 21 marzo 1800
fine pontificato 20 agosto 1823
Dopo lo scisma causato dalla Costituzione civile del clero (1791), Pio VII ristabilisce i rapporti con la Francia e a Parigi firma il Concordato del 1801. Ma ben presto i termini di questo trattato sono disattesi da Napoleone: Roma è occupata nel 1808 e l’anno seguente tutti i territori dello Stato pontificio sono annessi all’Impero francese.
Il papa, accompagnato solo dal cardinale Bartolomeo Pacca (1756-1844), lascia Roma per rifugiarsi prima a Savona quindi a Fontainebleau.
Dopo la sconfitta napoleonica a Lipsia (1813), Pio VII rientra a Roma e avvia un periodo di Restaurazione, simbolicamente aperto dalla ricostituzione della Compagnia del Gesù precedentemente soppressa.
Durante l’amministrazione francese, con decreto del 6 ottobre 1810 Napoleone aveva assegnato all’Accademia l’insegnamento artistico ufficiale; questo ruolo viene riconfermato anche nel periodo della Restaurazione.
Personaggio chiave in questi anni, in modo particolare per i rapporti con l’Accademia, è Antonio Canova (1757-1822), eletto accademico di merito nel 1800, principe nel 1810 e, dal 1814, principe perpetuo. Nel 1802 Pio VII lo nomina Ispettore Generale delle Belle Arti (delle opere d’arte come dell’archeologia) a Roma e nello Stato Pontificio.
Dopo la caduta di Napoleone, Canova è nominato dal papa commissario per il recupero delle opere d'arte italiane trafugate dai francesi, rientro celebrato con gran pompa in Campidoglio nel 1816.
Non si svolgono Concorsi Clementini durante il pontificato di Pio VII, ma nel 1817 e nel 1820 in Accademia vengono banditi i Concorsi Canova per le tre arti.
L’Accademia redige nel 1817 i nuovi statuti, approvati da Pio VII nel 1818.
Nel 1882 la pittrice Virginia Barlocci Mariani (1824-1898) esegue un ritratto del pontefice, copia del celebre dipinto eseguito da Vincenzo Camuccini.
Charles Picqué (1799-1869)
Ritratto di Leone XII
1828, olio su tela
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Annibale Francesco Clemente Melchiorre Girolamo Nicola della Genga (Genga 1760 – Roma 1829)
elezione 28 settembre 1823
incoronazione 5 ottobre 1823
fine pontificato 10 febbraio 1829
Il suo pontificato è caratterizzato da rigore morale e contrasto alle società segrete come la Carboneria. In una situazione politica in trasformazione, tra le preoccupazioni di coloro che temevano agguati rivoluzionari, nel 1825 Leone XII indice un Giubileo.
Negli anni del suo papato si tiene una sola edizione del Concorso Clementino nel 1824, fastosamente celebrata in Campidoglio, come testimonia anche una incisione di Bartolomeo Pinelli del salone gremito di persone.
Nel 1825 Leone XII concede all’Accademia di San Luca le aule della Sapienza in cui svolgere le lezioni dei corsi per gli artisti.