Roma 1692 – Roma 1777
Ottiene il primo premio nella II classe del concorso del 1713.
Nel 1722 è accolto nella Congregazione dei Virtuosi al Pantheon di cui diventa reggente nel 1729, poi rinnovato nel 1760 e nel 1769. È eletto accademico di merito all’Accademia di San Luca nel 1748 ed è nominato fabricere nel 1762.
Figlio dell’architetto Ludovico Gregorini (circa 1661-1723) lavora prima nello studio paterno e poi con Pietro Passalacqua (1690-1748), allievo di Filippo Javarra (1678-1736).
Per il cardinale Pietro Ottoboni (1667-1740) svolge, spesso in collaborazione con Passalacqua, perizie e lavori di manutenzione nei vari possedimenti e in diverse fabbriche religiose anche fuori Roma, curando anche scenografie per feste e cerimonie.
In particolare con il patrocinio di Ottoboni realizza l'oratorio dell'Arciconfraternita di Santa Maria in Via, progettato nel 1726 e concluso nel 1730 e, insieme a Passalacqua, completa il palazzo episcopale di Porto (1735-1737) ed esegue il rifacimento della preesistente confessione e della tribuna della basilica di San Lorenzo in Damaso (1737-1739).
Tramite Ottoboni riceve anche incarichi da famiglie nobiliari romane, come i Boncompagni Ludovisi, tra cui il casamento d’affitto in via del corso di fronte il palazzo di famiglia (1746-1747).
Dal 1733 è al servizio del cardinale Pompeo Aldrovandi (1668-1752), governatore di Roma, per il quale esegue, ancora in collaborazione con Passalacqua, diversi incarichi tra cui la ricostruzione del teatro di Tor di Nona (1733-1734) e il rinnovamento della basilica di Santa Croce (1741-1744).
Nel 1743 è accolto in Arcadia che frequenta fino al 1766. Nell’ultima fase della vita la carriera è caratterizzata da incarichi modesti che ne segnano il declino professionale.