Giovanni Antinori

Camerino 1734 – Roma 1792

Ottiene il secondo premio nella II classe del concorso del 1754.
Trasferitosi a Roma da Camerino, alterna lo studio della matematica (in compagnia di Angelo Braschi, il futuro papa Pio VI) per volere del padre a quello dell’architettura sotto la guida del marchese Gerolamo Theodoli (1677-1766).
Trasferitosi a Lisbona dopo il terremoto del novembre 1755, diviene architetto di corte ed esegue progetti per la ricostruzione della città, incorrendo tuttavia nella carcerazione che lo costringe a ritornare in Italia nel 1756. Da allora è impiegato da illustri committenti come il granduca di Toscana Leopoldo I, e, soprattutto, papa Pio VI, per il quale a Roma erige gli obelischi del Quirinale (1786), della Trinità dei Monti (1787-1789) e di Montecitorio (1792).
Sotto la sua supervisione viene eseguito il ciborio posto sull’altare maggiore di Santa Caterina da Siena a Magnanapoli (1780-1787), opera di Carlo Marchionni (1702-1786)
Per la famiglia Doria Pamphilj realizza una cascata alla villa fuori Porta San Pancrazio (1783), cura l’allestimento dell’esposizione del Santissimo Sacramento in Sant’Agnese in Agone (1786), sistema, insieme a Francesco Bettini, l’appartamento del cardinale Giuseppe Doria Pamphilj nel palazzo in via del Corso (1786).
In qualità di architetto pontificio porta a termine la ricostruzione di Palazzo Lazzarini a Pesaro (1790).