Carlo Marchionni

Roma 1702 – Roma 1786

Ottiene il primo premio ex aequo nella I classe del concorso del 1728.
Nel 1740 viene eletto accademico di San Luca; dal 1756 al 1760 ricopre la carica di stimatore e quindi di assistente alle liti, primo consigliere e censore; nel 1775 è eletto principe.
Membro della Congregazione dei Virtuosi al Pantheon dal 1747, è cavaliere dello Speron d’Oro e cavaliere palatino.
Dopo una iniziale formazione come scultore, studia architettura presso Filippo Barigioni (1672-1753). Nel 1736 è architetto coadiutore della Congregazione delle Acque, di cui nel 1773 diventerà Primo ingegnere; nel 1743 diviene architetto dell’Acqua Paola, e nel 1778 sarà Prefetto dell’Acqua Felice. Assiste Barigioni nel ruolo di architetto soprastante della Fabrica di San Pietro, di cui dopo la sua morte, nel 1754 diviene architetto misuratore al posto di Luigi Vanvitelli (1700-1773) subentrato al maestro come soprastante, ruolo assunto a sua volta alla morte di Vanvitelli (nel 1757 era stato nominato architetto revisore). È attivo presso la Reverenda Camera Apostolica di cui nel 1757 è nominato architetto generale.
Fin dal 1725 è al servizio di Alessandro Albani (1692-1779) che gli commissiona diverse opere, tra cui la villa di famiglia a Roma (1747-1763).
Come architetto pubblico realizza la Sacrestia Vaticana (1776-1786) e ad Ancona prosegue il porto iniziato da Vanvitelli e progetta la chiesa di San Domenico (1763-1788). Come scultore esegue diverse opere, tra cui la statue di Pasquale I e di San Matteo e l’angelo, rispettivamente. per le facciate delle basiliche di Santa Maria Maggiore (1741-1742) e di Santa Croce in Gerusalemme (1744).